LANGUAGE
  • Italiano
  • English
  • Deutsch
  • Português
  • Español
  • Arrivo
    7
    APRILE
  • Partenza
    7
    APRILE
  • Camere
    1
    Aggiungi
    Rimuovi
Camera 1
BOOK NOW
Powered by HermesHotels

HOTEL ORAZIA Live From Rome

Saturnalia, la Festa di Natale dei Romani

Il Natale è ormai alle porte e per molti è iniziato il conto alla rovescia per la disperata ricerca di regali originali da scartare con amici e parenti la notte della vigilia. Ma vi siete mai chiesti quando è nata questa usanza?

La tradizione di scambiarsi regali nel periodo natalizio ha origini remote che si fondano nell’antica Roma, precisamente durante i Saturnalia.

Questa festività, in onore del Dio Saturno, aveva luogo dal 17 al 23 Dicembre in concomitanza del solstizio d’inverno e quindi della ripresa dell’allungamento delle ore di luce.

Terminata la semina infatti si sospendevano i lavori agricoli per far riposare la terra e ci si poteva prendere un breve periodo di “licenza” che culminava soprattutto durante i Saturnalia, momento in cui i cittadini potevano vestirsi in modo informale svolgendo molteplici attività piacevoli come giochi, danze e concerti.

E’ proprio durante questo periodo di rinnovamento che si svolgevano inoltre numerosi banchetti (sia pubblici che familiari) in cui la gente era solita scambiarsi auguri di buon auspicio e piccoli doni propiziatori, che sono ben lontani dalla concezione moderna di regalo di Natale.

Essendo questa usanza prettamente simbolica fra i doni augurali più comuni vi erano frutta, vino, formaggi e statuette di terracotta.

Un po’ come in era moderna, anche i bambini ricevevano per consuetudine dei regali, dono della Dea Strenia (o Strinna), un’antichissima figura pagana adottata poi come divinità minore del pantheon romano, che regalava dolci di marzapane che rappresentavano una Dea con diversi seni, giocattoli e pupazzetti di legno (o in metallo prezioso per i più abbienti).

Ancora oggi ai Castelli Romani resta la tradizione di un biscotto rappresentante una donna con tre seni che si vendono alla festa del paese (la Pupazza Frascatana).

Quella del solstizio d’inverno è dunque una tradizione che, almeno in parte, è stata assorbita e sostituita in epoca cristiana dal Natale, in cui oggigiorno riscontriamo molte caratteristiche delle antiche celebrazioni pagane quali lo scambio di regali, lo stare in famiglia e l’allentamento dei ritmi della quotidianità.

I Saturnalia rappresentavano dunque, per gli antichi Romani, quello che oggi definiamo Natale, e la Dea Strenia (da cui la tradizione vede derivare la parola “strenna” ossia “dono”), quello che oggi chiamiamo Santa Claus.